Ancona - Rifiutato l'affidamento ai servizi sociali per Alessio Abram

Il comunicato dei Centri Sociali Marche #AlessioLibero

26 / 5 / 2016

Le decisione del Tribunale di Sorveglianza di Ancona di non ammettere Alessio alla misura alternativa dell'affidamento al servizio sociale è grave ed incomprensibile se non all'interno di una visione dichiaratamente punitiva e meramente repressiva. 

Considerato che l'attuale stato di reclusione di Alessio è unicamente riconducibile alla saltuaria mancata ottemperanza all'obbligo di firma derivante dal DASPO, è oggettiva l'assenza di quella pericolosità e gravità del reato che giustificherebbero il rifiuto della misura alternativa ed il prosieguo dell'espiazione della pena in carcere. 

Evidentemente con la decisione adottata dal Tribunale Alessio paga altro, ovvero il suo impegno sociale e politico non istituzionalizzato, ed i procedimenti, ancora non definitivi, che da esso sono derivati, prodotto a loro volta, come nel caso del reato di resistenza a pubblico ufficiale, di una legislazione di matrice totalitaria, risalente al codice Rocco ed al ventennio di dittatura fascista. 

Il principio di diritto, direttamente riconducibile alle garanzie dettate dalla nostra Carta Costituzionale e dalle Convenzioni internazionali in materia di fondamentali diritti della persona, secondo cui la detenzione in carcere dovrebbe essere l'ultima ed estrema misura applicabile, evidentemente non vale quando si tratta di reati contestati agli oppositori sociali. 

Continueremo ad impegnarci per riportare il prima possibile Alessio alla sua vita e per evitare che una detenzione assurda ed immotivata finisca nel dimenticatoio, oscurata dal tempo.

Centri Sociali Marche 

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