Parte la campagna "Abbattiamo le reti del Porto di Ancona"

Ancona e Jesi contro le gabbie della discriminazione e dello sfruttamento

25 / 1 / 2010

Doppio appuntamento nelle Marche per la mobilitazione antirazzista nata in solidarietà con i cittadini migranti che a Rosarno "hanno reagito ribellandosi e rompendo il silenzio." 

Quel silenzio che cela la realtà di un neo-schiavismo alimentato dalle politiche discriminatorie e dalla persecuzione legislativa contro i cittadini migranti; una realtà dove diritti e dignità non esistono, affatto lontana, al contrario diffusa anche nei nostri territori.

Sabato 24 in tanti hanno risposto all'appello lanciato dall'Ambasciata dei Diritti, dal Csoa Tnt, dall'ass. Ya Basta! insieme alle associazioni senegalesi e ivoriane "Manko" e "Unirem".

Un presidio partecipato che ha animato la piazza centrale della città e ha saputo coinvolgerla in un momento pubblico contro ogni forma di razzismo e per rivendicare ugualianza e pari diritti per tutti.

Durante gli interventi dal sound-system ha preso la parola anche Dominic, ragazzo ghanese costretto a fuggire da Rosarno dove si trovava come lavoratore stagionale: una testimonianza diretta di chi ha vissuto sulla propria pelle anche gli episodi di intolleranza e violenza seguiti alle dimostrazioni dei braccianti immigrati.

Domenica 25 iniziativa analoga ad Ancona, davanti al Teatro delle Muse, promossa dall'Ambasciata dei Diritti, dal Collettivo Studentesco Ops e dallo Spazio Autogestito La Cupa.

Primo appuntamento della campagna "Abbattiamo le reti del Porto di Ancona", le reti che hanno sottratto alla città uno spazio sociale, trasformandolo in una gabbia a cielo aperto dove rinchiudere libertà e diritti di centinaia di rifugiati e richiedenti asilo che raggiungono le coste adriatiche.

La campgna sarà diffusa attraverso una petizione che ha già raccolto in poche ore oltre 500 adesioni, e vedrà le realtà sociali antirazziste protagoniste di un percorso di informazione e mobilitazione contro la vergogna dei respingimenti al Porto di Ancona e contro ogni tentativo di realizzare un centro di detenzione etnica nelle Marche.

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