Per il diritto alla Città

All'Aquila la Costituente dei beni comuni

Il Comitato No Grandi Navi invita tutti a Venezia contro le grandi opere l'8 e il 9 giugno

5 / 5 / 2013

“Allo storico dell’arte non dovrebbero interessare le città d’arte quando sparisce la città e rimane solo l’arte”. In effetti gi interventi successivi, quelli degli attivisti aquilani, raccontano di una città svuotata, di un post terremoto che diventa occasione di affari per gli squali della ricostruzione infinita. E’ la shock economy che porta con sé una terapia del controllo sociale. Nelle tendopoli è vietato riunirsi, organizzarsi, criticare le decisioni che, immancabilmente, calano dall’alto. Dopo le tendopoli sono nate le new town, micro città confezionate e costruite ben lontane dal centro storico, dove, senza il disturbo degli abitanti si potrà cedere più facilmente alle sirene della gentirificazione. Contro questi processi, dal sisma in poi, l’Aquila ha visto nascere la realtà del 3e32 e di molti altri gruppi o singoli che si sono battuti (e continuano a farlo) per il diritto ad una città costituente, per ricostruire a partire dalla vitalità della dimensione sociale.
E mentre si dispiegano racconti e riflessioni, Ugo Mattei e gli altri giuristi ascoltano e annotano quelle istanze che dovranno provare a tradurre in diritto.
E’ la volta di Giulia del teatro Pinelli di Messina che ha recentemente riconquistato un luogo occupando la Casa del portuale. In una città dove i legami tra mafia, politica e affari sono tanto stretti quanto evidenti, gli attivisti oggi si trovano a lottare contro l’Autorità portuale che sta cercando di svendere la zona fieristica per farne, guarda caso, un polo di servizi per le grandi navi da crociera.
Dalle navi di Messina a quelle di Venezia il passo è più breve di quanto sembri, Tommaso Cacciari del Comitato No Grandi Navi – Laguna Bene Comune, apre l’intervento con una considerazione generale “Questa Costituente è un fatto positivo perché rappresenta un processo dal basso contro le costituenti dall’alto: quella europea della Troika e quella “nostrana” della convenzione alla cui guida aspira Silvio Berlusconi. I movimenti hanno invece il compito di fare della Costituente dei Beni Comuni un luogo autonomo di incontro e di organizzazione delle lotte. Con questo spirito, invitiamo tutti a Venezia, l’8 e 9 giugno per una grande mobilitazione internazionale contro le grandi navi e le grandi opere. Un invito aperto a tutti quei movimenti che, in tutta Italia, si battono per i beni comuni.”
L’assemblea prosegue per diverse ore, il buio cala e su Piazza Palazzo, giuristi e movimenti provano a tirare le somme di una giornata importante. La chiosa di Ugo Mattei sottolinea tre punti che rappresentano altrettante indicazioni per continuare il cammino della Costituente.
Primo: riconsiderare l’idea di proprietà, sviluppando così il lavoro della Commissione Rodotà.
Secondo: aprire un fronte di lavoro sul codice penale con l’obbiettivo di riformare lo strumento principe della repressione nei confronti delle lotte per i beni comuni.
Terzo: riconoscere nel diritto la sovranità delle forme di autogoverno delle comunità in lotta.
Obbiettivi ambiziosi che vanno perseguiti con l’idea di produrre un diritto capace di non cristallizzare la ricchezza delle lotte, ma al contrario, di preservare l’autonomia della dimensione sociale.
Dunque la Costituente dei Beni Comuni si è messa in movimento, molte città si candidano per ospitare le prossime tappe. Per il Veneto l’appuntamento è a Padova, al prossimo Sherwood Festival.

Gaia, Tommaso e Marco - comitato No Grandi Navi

Rassegna stampa


Articolo da NewsTown

Video completo L'Aquila - Costituente dei beni comuni "Diritto all'abitare, diritto alla città"

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