17 Agosto: chiudere il CIE di Gradisca subito!

I CIE producono barbarie e indegnità. Sono una mostruosità umana e giuridica da ogni punto di vista. Dopo le recenti rivolte la situazione a Gradisca, il peggior CIE d'Italia è invivibile e un ragazzo rischia di morire all'ospedale. Iniziamo una campagna per la chiusura.

16 / 8 / 2013


Dalla Carte Europea dei Diritti Fondamentali:

Introduzione
l'Unione Europea si fonda sui valori indivisibili e universali della dignità umana, della libertà, dell'uguaglianza e della solidarietà [..] costituendo la cittadinanza dell'Unione e creando uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia”


Art. 1

La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata”

Dal rapporto “Arcipelago CIE” dell'associazione Medici per I Diritti Umani

“[..] le caratteristiche di tali centri – tra cui la persistente inaccessibilità per gli organi di tutela indipendenti e per la libera informazione – hanno fin dal principio suscitato giustificati timori circa il rispetto della dignità e dei

diritti fondamentali dei migranti trattenuti al loro interno.”


I CIE producono barbarie e indegnità. Sono una mostruosità umana e giuridica da ogni punto di vista.
Lo diciamo da 15 anni, e abbiamo sempre avuto ragione.
Lo dicevamo di fronte ai primi CIE, come nel 1998 al porto di Trieste, “aperti” con la forza della ragione e spesso con le ragioni della forza, perché potessero entrare avvocati, medici e giornalisti a documentare le condizioni inumane di detenzione.
Lo abbiamo detto boicottandone la costruzione, smontandone alcuni, assaltandone altri, liberando migranti prima che vi venissero rinchiusi.
Questi lager devono essere chiusi e aboliti.
Lo abbiamo detto e praticato da Gradisca a Bologna a Lampedusa.

Quello di Gradisca è classificato dall'ASGI fra i peggiori CIE di Italia, in un campo in cui non può esserci un meglio ma può purtroppo esserci un peggio.
Abusi di psicofarmaci documentati e ammessi, privazioni assurde in violazione persino delle norme ministeriali (non possono avere spazi comuni, telefoni personali e nemmeno un foglio di carta, perché è infiammabile), rivolte continue e pratiche di autolesionismo talmente costanti e diffuse che I medici dell'ospedale di Gorizia si lamentano che le corsie, il pronto soccorso, i laboratori di radiografia ne sono “intasati”.

Quel CIE, come tutti, dev'essere chiuso. Lo dice il Presidente della commissione diritti umani del Senato, lo dice la Presidente della Regione, lo dicono i medici. Perché è ancora aperto?


Non si può pensare che tutto questo sia normale, in un territorio da cui è partita l'onda che ha chiuso quelle istituzioni totali che erano i manicomi. i CIE sono un'istituzione totale inaccetabile, e non si può pensare che nessuno sia responsabile di ciò che accade.


Non si può pensare che per essere riconosciuti uomini e donne portatori di diritti, quelli universali che ci accomunano tutti, si debba morire.


Il CIE deve essere chiuso.

Il 17 agosto alle 17 siamo tutti al cie. Inventiamoci quello che non possiamo, possiamo quello che non pensavamo, ed iniziamo una campagna per chiudere quella mostruosità.


Ci sono volte in cui non c'è un compromesso possibile.



Rete FVG contro il CIE



Vedi anche: 
Melting Pot

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