06.06.14 Bologna - Borsa di studio tagliata, precarietà anticipata

Studenti e studentesse verso l'11 luglio a Torino, entrano negli uffici del settore diritto allo studio dell'Università di Bologna

6 / 6 / 2014

Questa mattina studenti e studentesse dell'Università di Bologna verso l'11 Luglio a Torino hanno fatto visita all'ufficio dell'Aform dell'Alma Mater Studiorum in via Belle Arti, l'ufficio che dovrebbe occuparsi di diritto allo studio e che dovrebbe garantire l'erogazione delle borse di studio per studenti "capaci e meritevoli ma privi di mezzi", come la stessa Aform sostiene. Con striscione e megafono studenti e studentesse sono entrati negli uffici della zona universitaria e hanno espresso la loro contrarietà ala retorica del merito, reclamando di essere tutte e tutti "meritevoli" di studiare in un'università in cui i saperi trasmessi non siano dequalificati, di costruirsi un futuro, di finire il percorso formativo dopo anni di sacrifici e avere la possibilità di trovare un lavoro degno, di ricevere un reddito di base per realizzare i propri desideri.

Gli studenti e le studentesse hanno chiaramente denunciato le condizioni difficili che accomunano tanti giovani che si ritrovano con borse di studio tagliate (decisione presa lo scorso marzo dalla regione Emilia Romagna) e tasse universitarie aumentate, che studiano in un'università sempre più fabbrica di precarietà e senza alcuna prospettiva lavorativa, che leggono cifre da record quando si parla di disoccupazione giovanile, che hanno sempre più difficoltà economiche nel continuare a vivere in una città cara come Bologna. 

Secondo gli studenti, di fronte a questo l'Università di Bologna non dà alcuna risposta, se non pensando alla svendita degli immobili di via Zamboni per portare avanti l'ennesima opera di speculazione finanziaria che vede la creazione di un polo universitario alla Staveco. "E' possibile utilizzare le risorse (che evidentemente ci sono) in maniera alternativa? Sì, ma non c'è la volontà di farlo: l'unica volontà di questa governance è portare soldi nelle casse dei soliti poteri forti di questa città".

Dopo essere stati dentro gli uffici dell'Aform, gli studenti hanno attacchinato e volantinato in tutta la zona universitaria manifesti che lanciano la partecipazione all'11 luglio a Torino, dove si terrà il vertice europeo sull'occupazione giovanile.

In zona universitaria, è stata lanciata la giornata dell'11 luglio e l'invito a costruire una giornata ampia e larga di mobilitazione, per combattere questa Europa che continua ad imporre misure d'austerity, per costruire un'Europa differente e nuova a partire dalle spinte dei movimenti europei, per opporsi in maniera forte e determinata al governo Renzi e alle sue misure devastanti (dal Piano Casa che non dà alcuna risposta all'emergenza abitativa e che non fa altro che criminalizzare le occupazioni abitative, al Jobs Act che accentua la condizione di precarietà nel mondo del lavoro).

Leggi il comunicato dell'iniziativa:

Fra i vari uffici dell’Unibo, oggi siamo stati a visitare quello dell’Aform in via Belle Arti.

Si tratta del Settore per il diritto allo studio che dovrebbe quindi garantire l’erogazione delle borse di studio e regolare la contribuzione studentesca.

Nella sua presuntuosa descrizione dichiara di volersi occupare degli studenti e studentesse “capaci e meritevoli ma privi di mezzi”. Di fronte ai tempi velocizzati della crisi, dovendo esercitare le nostre capacità di funamboli, l’appello al merito è quanto mai fuori fase, anche perché esso viene valutato secondo criteri artificiali e astratti.

All’Aform oggi ricordiamo e chiediamo conto del taglio e della decurtazione delle borse di studio avvenuta a marzo di quest’anno.

L’Unibo intanto si prepara a svendere una parte del proprio patrimonio immobiliare situato in via Zamboni alla ricerca di liquidità per il polo Staveco. L’amministrazione si rivela cieca nell’inseguire l’idea dell’alleggerimento della zona universitaria e sorda davanti alla fatica che i suoi iscritti subiscono perché non riescono a pagare le tasse.

L’università inoltre continua a caratterizzarsi come luogo di un sapere precario, riprodotto precariamente e che mira a ricreare precarietà (basta leggere il rapporto AlmaLaurea appena uscito).

L’11 Luglio a Torino si terrà il vertice europeo sull’occupazione giovanile. Renzi, forte del risultato elettorale, coglierà l’occasione per rinforzare la posizione espressa con il Jobs Acts: meno tutele, più tirocini e apprendistati, più lavoro gratuito nella speranza di un’assunzione.

La speranza, però, è una trappola! Per questo saremo a Torino perché è inaccettabile voler decidere, ancora una volta, sulle nostre teste.

stay tuned...

OGNI MARTEDÌ ORE 16 ASSEMBLEA VIA ZAMBONI 38

#renzistaisereno

#civediamolundici

in movimento verso l'undici luglio a Torino,

studenti e studentesse dell'università di Bologna.

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06.06.14 Bologna - verso 11L: Borsa di studio tagliata, precarietà anticipata