3mila persone sono scese in piazza a Torino per la giornata di lotta proclamata in occasione del 1 marzo dal Coordinamento Migranti e dalle realtà antirazziste torinesi.

Torino - Grande 1 marzo di lotta dei migranti e delle migranti

Dallo sciopero dei banchi del mercato più grande d'Europa alla liberazione del fratello senegalese

2 / 3 / 2010

La giornata a Torino inizia con una immagine surreale : la piazza del mercato di Porta Palazzo semivuota e la gente stupita che vaga tra le poche bancarelle aperte. Porta Palazzo, il mercato all'aperto più grande d'Europa, parte meticcia e viva della città oggi ha fatto sciopero: i venditori e i migranti addetti al montaggio delle bancarelle hanno incrociato le braccia e aspettano con impazienza il corteo del pomeriggio. Solo un decimo delle attività commerciali è stata portata avanti in questa giornata di lotta.

Il presidio convocato per le cinque del pomeriggio davanti alla stazione di Porta Nuova –dove le persone hanno iniziato ad affluire ben prima dell’ora fissata per l’inizio- si è rapidamente trasformato in un corteo di oltre 3 mila persone, grande e determinato, e bello, molto bello…e così è stato nella sua primissima parte, fino a quando non è giunta in piazza la notizia del fermo ad opera della Polizia di un giovane senegalese, che presente al presidio si era allontanato per una breve commissione.

A quel punto il corteo si è fermato bloccando in ora di punta corso Vittorio. È stata chiesta a gran voce la liberazione del fermato e si è deciso di proseguire per attraversare rapidamente il quartiere meticcio  di San Salvario e tornare quindi davanti alla stazione .

Durante l’attraversamento di San Salvario e nel successivo ritorno verso la stazione non sono mancati le provocazioni da parte delle forze dell’ordine spesso costretti poi ad arretrare davanti alla determinazione de* migranti che hanno letteralmente guidato il corteo dall’inizio alla fine.

Una volta tornati davanti alla stazione, il corteo ha occupato nuovamente corso Vittorio bloccando il traffico e annunciando che il corso sarebbe rimasto chiuso fino a quando il giovane fermato non fosse tornato libero. E così è stato: il tutto condito dall’atteggiamento intimidatorio della questura accorsa per blindare la stazione impedendo un eventuale accesso all’interno.

Per oltre due ore il corteo non si è sciolto, fino a quando non abbiamo potuto riabbracciare il nostro fratello fermato, che una volta libero è ritornato in piazza.

A caldo possiamo dire che la giornata di oggi è stata una giornata di lotta molto importante e significativa. In primo luogo il corteo è riuscito a dare spazio al protagonismo migrante che è stato letteralmente straripante, in un corteo che insieme al colore giallo della giornata era pieno dei mille colori di quanti erano uniti in piazza per chiedere diritti e dignità contro il razzismo e lo sfruttamento. In secondo luogo perché la piazza di oggi è stata in grado di spazzare via in un sol colpo tutti i giochi di chi voleva provare a svuotare il primo marzo dal suo significato di lotta, chiudendo la giornata in un antirazzismo di facciata, buono per le elezioni imminente ma inutile sul terreno delle conquiste dei diritti di cittadinanza; il corteo ha chiesto diritti, ed il nostro no al razzismo si è espresso gridando slogan che chiedevano la chiusura dei CIE, il ritiro delle leggi razziste sull’immigrazione, la rottura del legame tra permesso di soggiorno e lavoro e una politica di accoglienza reale per i rifugiati e le rifugiate e per i/le migranti tutt*.

In terzo luogo, ultimo ma non meno importante, la determinazione del corteo ha imposto la liberazione del ragazzo fermato, e questa è la vittoria più importante che portiamo a casa, assieme alla consapevolezza che esistono tutti i presupposti per proseguire con forza la battaglia sul terreno antirazzista e di solidarietà reale con le lotte degli immigrati e delle immigrate.

Grazie a tutt* quell* che hanno riempito oggi le strade della nostra città, con la propria gioia, con la propria rabbia.

csoa Gabrio

Tratto da:

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