Da Zucchetti solo falsità, mentre provocatori tramano nell’ombra per preparare lo sgombero.

Pronti a difendere la Fornace con determinazione

Da ormai tre settimane la Fornace sta subendo un attacco senza precedenti teso evidentemente a creare in città un “clima” favorevole allo sgombero dell’area di via S. Martino 20.

Utente: Sos Fornace
19 / 7 / 2010

Da ormai tre settimane la Fornace sta subendo un attacco senza precedenti teso evidentemente a creare in città un “clima” favorevole allo sgombero dell’area di via S. Martino 20. A confermare le nostre ipotesi ieri sono arrivate anche le menzogne del sindaco di Rho Zucchetti, che durante una conferenza stampa ha parlato di “rabbia” dei cittadini di S. Martino nei nostri confronti, inventandosi pure intimidazioni e prevaricazioni ai danni dei residenti: tutte calunnie prive di fondamento e create ad arte, che respingiamo al mittente. Abbiamo sempre rispettato il quartiere dialogando senza problemi con vicini e residenti. La programmazione della Fornace prevede musica solo il sabato sera mentre durante tutta la settimana sono attivi nello spazio uno sportello biosindacale, una scuola di italiano per stranieri, un internet point, una libreria, una rassegna teatrale, un laboratorio di giocoleria e svariate altre iniziative che non implicano musica, senza contare assemblee e riunioni dei percorsi politici che abbiamo attivi sul territorio. Invitiamo tutti a farsi un giro per il quartiere, così come a chiedere ai lavoratori della Fiera o dell’Eutelia, ai pendolari della stazione di Rho, alla comunità migrante rhodense, cosa sia la Fornace e siamo sicuri che otterrano da loro una risposta diametralmente opposta a quella che il Sindaco ha messo in bocca ai cittadini.
Denunciamo invece come ormai da mesi in città provocatori di professione si prodighino camuffati da anonimi e solerti cittadini in azioni di sabotaggio, intimidazione, danneggiamento e imbrattamento, facendosi ventriloqui della giunta nelle richieste di sgombero e paladini della sicurezza dei forti.
Non fatichiamo infatti a immaginare da chi provengano mail e telefonate al sindaco o al questore: da Angelo Mandelli, conosciuto anche come Clemente Fioravanti e sotto altri pseudonimi, nemmeno residente a Rho, unico aderente assieme alla moglie alla sedicente “Associazione Culturale Katyn”, gruppo fantasma che nessuno ha mai visto se non nei manifesti di una campagna intimidatoria nei nostri confronti dai toni particolarmente beceri e ignoranti.
A giudicare dal banner con link a Comunione e Liberazione presente sul sito della fantomatica associazione, non ci stupiremmo che sia proprio la lunga mano della potente e occulta lobby a cui fa capo la Compagnia delle Opere, i cui appetiti sul nostro territorio sono arcinoti e per giunta garantiti da illustri rappresentanti all’interno dell’amministrazione rhodense, a muovere le fila di certi burattini creati o instradati ad arte per delegittimare l’opposizione sociale che sul territorio alza la voce proprio contro le mire dei poteri forti. Quindi Zucchetti, se vuole sapere chi siano i mestatori che lui stesso ha portato alla ribalta con le sconsiderate parole di ieri, farebbe meglio a guardare tra le proprie fila. E, se c’è qualcuno che deve temere la rabbia dei cittadini, questo è proprio lui, visto lo stato pietoso in cui versa la città, svenduta pezzo dopo pezzo in vista di Expo 2015 nei propri beni comuni e servizi pubblici, a cominciare dall’Ospedale e dalla Stazione di Rho fino ad arrivare all’area Alfa e alla zona industriale di Mazzo.
Siamo convinti di rappresentare un “bene comune” per questa città, e saremmo felici che sulla Fornace come esperienza sociale e politica su questo territorio si aprisse un dibattito ad ampio raggio in città. Siamo disponibili a discutere di una soluzione politica e concordata sul problema dello spazio; diversamente non acceteremo l’unica conclusione alla quale finora questa miope amministrazione è giunta, e cioè l’ennesimo sgombero, classica soluzione che relega ogni questione sociale o politica a materia di ordine pubblico. Oltre ad essere inefficace, e Zucchetti dovrebbe averlo imparato che uno sgombero non spegne la Fornace, è semplicemnete irricevibile. A uno sgombero ci opporremo con determinazione e radicalità, e l’amministrazione si assuma sin da ora la responsabilità di un conflitto come mai si è visto su questo territorio.

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