Napolitano, questa parata non s'ha da fare!

di Studenti in Movimento Reggio Emilia

Utente: Umberto16
31 / 5 / 2012

Stiamo assistendo tutti e tutte in questi giorni alla scelta folle delle istituzioni, primo fra tutti il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, di svolgere come tutti gli anni la parata militare del 2 Giugno per celebrare la Festa della Repubblica. Una festa da circa 3 milioni di € (in realtà nessuna sa il costo effettivo, i dati oscillano tra i 3 e i 10 milioni) che, senza ombra di dubbio, anche se corrispondono a neanche l’1% del danno complessivo in Emilia, potrebbero aiutare tantissimo la popolazione terremotata; tanto per essere chiari corrispondono a 1 milione e 500mila sms solidali inviati da noi comuni mortali. La reazione (almeno sul web) è stata forte. Una richiesta di massa quella di annullare la parata ed utilizzare i soldi risparmiati per aiutare la popolazione emiliana a risollevarsi dal sisma. Richiesta che, come ogni istanza democratica in questo paese, viene snobbata dalle istituzioni. Una risposta chiara di quanto possa valere la popolazione in un’Italia ed un’Europa degli eserciti e delle banche.

In un periodo storico segnato a fondo dalla crisi economica, da un governo tecnico che continua a chiedere sacrifici con tasse sempre più numerose e sempre più alte, sotto un regime di austerity e rigore firmato Berlino che, l’abbiamo già visto con i nostri occhi in Grecia, non funziona e porta solamente ad una mancanza sempre più importante di diritti e welfare, come possiamo accettare che i soldi pubblici siano spesi in parate militari, caccia F-35 (del costo complessivo di 17 miliardi di € e peraltro difettosi) e missioni di “pace”? Come possiamo accettare di sentirci dire che noi studenti siamo la risorsa più importante di questo paese, che senza di noi l’Italia non ha futuro, quando i soldi per scuola ed università pubblica continuano a essere tagliati drasticamente? Come possiamo infine accettare che organismi come BCE e FMI, privati e plutocratici, possano decidere delle nostre vite e del nostro futuro indiscriminatamente? Un futuro che, se non subisce inversioni di tendenza dal basso, continuerà ad essere sempre più flessibile e precario se non inesistente.

Caro Napolitano, questa non è una polemica strumentale. E’ una di quelle rare situazioni in cui parecchie persone si rendono conto della sfacciataggine che regna nei palazzi del “potere” (un potere solamente simbolico, a Francoforte della parata del 2 Giugno non credo gliene importi qualcosa), nei quali si parla di democrazia ma solo quando fa comodo, nei quali si parla di democrazia ma che reagiscono al dissenso con la repressione.

Caro Napolitano, QUESTA PARATA NON S’HA DA FARE. Forse leggersi il Manzoni, ogni tanto, può portare ispirazione.

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