Iniziativa di solidarietà con i ragazzi gay picchiati la settimana scorsa a Padova

Il triangolo no! Blitz contro la violenza omofobica a Padova

18 / 6 / 2010

Mercoledì sera a Padova, in Prato della Valle, in concomitanza con la festa d'estate di Lettere e Filosofia, il gruppo di autoformazione "Il corpo della differenza" ha promosso un'iniziativa contro la violenza omofoba e sessista che ha colpito Enrico e Matteo, una coppia gay padovana, la settimana scorsa. I due ragazzi sono stati picchiati da un ultrà di destra, al grido di "froci", "merde", "comunisti": risultato, otto giorni di prognosi.

Dal palco, sul quale si svolgeva un concerto, sono stati fatti alcuni interventi per sensibilizzare la città circa l'accaduto. In particolare, è stata espressa preoccupazione per il numero crescente di attacchi contro i soggetti LGBTQ e in favore del riconoscimento sociale delle differenze. Inoltre, è stato sottolineato come la sicurezza derivi dalla mutua tutela tra persone, non certo dal numero di volanti della polizia che girano - anche troppo numerose, e tristemente inutili quando si tratta di prevenire le violenze omofobe, sessiste e domestiche - per le vie della nostra città, accompagnate dalle camionette dell'esercito.

Nel frattempo, sulle statue di Prato della Valle sono stati appesi dei cartelloni a forma di triangolo rosa, il triste simbolo affibiato dalle SS ai prigionieri omosessuali dei campi di concentramento, ognuno dei quali riportava il nome di una vittima di violenza omofoba, oltre al luogo e la data del crimine.
I presenti sono stati coinvolti e hanno indossato un adesivo a forma di triangolo rosa in segno di sostegno alle vittime di violenza.
Riportiamo di seguito il testo del volantino distribuito:

"IL TRIANGOLO NO!"
Mercoledì scorso due ragazzi sono stati aggrediti a Padova per il semplice fatto di esser gay e di essere "vestiti da comunisti". Pensiamo che quanto accaduto sia inaccettabile e deplorevole e ci siamo sentiti in dovere di intervenire tempestivamente per denunciare l'episodio.

Questo è solo uno dei molti attacchi che la comunità LGBT sta subendo in questo periodo, in Italia in particolare. Roma e Milano non sono più le uniche città in cui si manifestano violenze omofobiche e sessiste. E' preoccupante che in una città come Padova, da sempre considerata gay-friendly, avvengano questi atti incresciosi ai quali bisogna rispondere con forza e assoluta determinazione.

Riteniamo fondamentale coinvolgere la sensibilità pubblica affinché tutto ciò non passi inosservato. Rimanere in silenzio significa infatti essere complici e non possiamo accettare che si sfoci nell'omertà. Non si tratta di presentare una richiesta di legittimità di esistenza ma di rendere vigente una tutela che non sia solo normativa ma basata anche su di un senso di sicurezza che deve crearsi tra le persone che compongono la comunità tutta.

Sicurezza non significa maggiore presenza delle forze dell'ordine ma vuol dire che nel momento del bisogno ci si senta tutelati dalle persone che abbiamo intorno, indipendentemente dall'orientamento sessuale e dalla nazionalità che ci caratterizzano.
E' soltanto attraverso queste pratiche di mutua tutela e di accettazione delle differenze che si può sperare di comporre una società plurale e non normalizzante e discriminante.

"Il punto su cui insisto è che quando si è responsabili, si risponde sempre di un altro uomo. Noi, certo, possiamo ignorarlo, ma in realtà siamo responsabili anche di ciò che è successo poco fa a colui che è passato vicino a noi. Questa è la responsabilità. Noi siamo responsabili, come se fossimo colpevoli di fronte a tutti gli altri."
Emmanuel Lévinas, "Totalità e infinito"

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