Checkpoint Rock: Canciones desde Palestina il documentario sulla scena musicale palestinese

il documentario sulla scena musicale palestinese. Dalle parole dello storico poeta palestinese Mahmoud Darwish al rap dei DAM, dalla world music di Amal Markus al rock dei Khalas passando per la musica tradizionale di Muthana Shaban

Utente: aishagat
10 / 5 / 2012

DOMENICA 13 MAGGIO
Proiezione ore 18.00
presso sede Ya Basta! Marche
Via Mura Orientali 5 – Jesi (AN)
Al termine Zap*eritivo rebelde (offerta libera)

Per la regia di Fermin Muguruza, il cantante e musicista militante degli
storici gruppi baschi Kortatu e Negu Gorriak, che alla fine degli anni
‘80 ha suonato in tutti gli spazi alternativi e antagonisti europei e
vanta collaborazioni con importanti musicisti come Manu Chao.

Il documentario

Checkpoint Rock: Canciones desde Palestina: questa produzione mette in luce i talenti della scena musicale contemporanea palestinese. Il film inizia con il musicista Marcel Khalife ai funerali del famoso poeta palestinese Mahmoud Darwish e attraversa quindi la Palestina / Israele, mostrando una vasta gamma di spettacoli musicali lungo il percorso. Rapper, cantanti di matrimonio e musicisti classici esprimono le loro lotte personali attraverso la loro musica.
Dai cartelloni al neon di Tel Aviv alla povertà e all' oppressione di Gaza e della Cisgiordania, Checkpoint Rock: Songs of Palestine presenta una varietà di artisti straordinari che cambierà la visione che abbiamo di un popolo sotto occupazione. Questo è un viaggio attraverso un luogo spesso al centro dell’attenzione internazionale, ma di cui non sappiamo quasi nulla. Che musica offre questo luogo mitico, quali voci e melodie? Chi sono i musicisti più rappresentativi e come vivono? Cosa pensano del posto dove vivono e come affrontano il problema della difficile situazione del popolo palestinese attraverso i loro testi e la loro musica
Il regista
Fermin Muguruza: senza ombra di dubbio uno dei personaggi più influenti e carismatici del panorama musicale basco. Cresciuto durante un'epoca di cambi politici e sociali fondamentali per i Paesi Baschi, i suoi 20 anni d'esperienza gli hanno permesso di suonare in quasi tutti gli angoli del mondo, dagli USA al Giappone passando per l'America Latina, Europa, Cina,...
Negli anni in cui i Clash imperversano fondò uno dei gruppi più rivoluzionari della scena basca, i “Kortatu”. Mix esplosivo di ska, punk e reggae, la band - ben più che impegnata sia politicamente che socialmente ("Attento spara / Un gringo nella tua casa" o "Tu, maledetto borghese / Non capirai mai niente" escono dai loro hits "Nicaragua Sandinista" e "Zu Atrapatu Arte") canta in spagnolo e in un euskera ancora un po' maldestro ("dominarlo è stata una delle cose che hanno marcato la mia vita" ha dichiarato Fermin anni dopo in un'intervista con lo scrittore Bernardo Atxaga).
È un personaggio inquieto, incapace di ripetersi e che deve constantemente cercare nuove vie per soddisfare la sua creatività.
Fermin Muguruza nell’ultimo anno ha girato numerosi festival cinematografici in tutto il mondo per presentare il suo lavoro da regista intitolato: Checkpoint Rock: Songs of Palestine e si appresta a collaborare con la sezione documentari della catena televisiva Al-Jazeera per la realizzazione di un “viaggio” attraverso la musica araba.
Alcuni dei musicisti presenti in Checkpoint Rock
Dam: tre ragazzi che fanno rap. Il loro gruppo, Dam, in arabo significa "eternità" e "sangue" in ebraico, mentre in inglese è un acronimo che sta per "Gli Arabi controllori del Microfono". Il gruppo è nato nel 1998 e al centro della loro musica c'è stata fin dall'inizio la rivendicazione per il popolo palestinese di una vera libertà, di una vera dignità e di un vero rispetto dei loro diritti. Nelle loro canzoni essi combinano rap e hip hop con strumenti tipici arabi e melodie musicali arabe e del medioriente. Cantano in arabo, israeliano e inglese, cosi da farsi capire da tutti. La loro musica è diventata in questi anni la colonna sonora della lotta dei giovani palestinesi.
Amal Murkus: nata e cresciuta in Galilea ha dedicato la sua carriera alla promozione della musica e della cultura palestinese in Israele e all'estero.
Il suo primo album "Amal", fu pubblicato nel 1998, e il suo secondo, "Shauq" nel 2004. Nelle sue canzoni, che prendono ispirazione dal folklore palestinese e dal patrimonio tradizionale arabo mescolati con elementi di musica pop, esprime la sua lotta contro l'emarginazione e l'esclusione palestinese.

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